Perchè Novae Terrae,
di
Luca Volontè
La
Fondazione “Novae Terrae” nasce dall’esperienza di amicizia, dalle
domande e dai desideri di prosperità e di un futuro migliore per il
nostro Paese e per il Continente europeo. Condividiamo la
consapevolezza delle straordinarie capacità e conoscenze delle quali
sono state portatrici le generazioni di donne e di uomini che ci
hanno preceduto nel segno del “bene comune”; così come coltiviamo la
speranza che l’attuale generazione possa servire al meglio la nostra
nazione e l’umanità intera. L’Italia, tuttavia, più di altri Paesi, appare bloccata,
ancorata da pregiudizi laicisti e conservatori, retrogradi, da
schemi culturali vecchi, da prismi di lettura sfuocati, da rendite
di posizione cristallizzate da una “classe dirigente” che dal ’68 ad
oggi non ha mai mollato la presa della politica economica, culturale
e sociale.
“Novae Terrae”
significa sperare, operare singolarmente e come associazione per
cambiare il Paese, ammodernarlo, introducendovi punti di vista,
criteri di giudizio, metri di paragone che possano aprire
l’orizzonte bloccato e angusto di fronte al quale viviamo e ci
troviamo ad operare. “Novae Terrae”, con le sue ricerche e le sue
pubblicazioni, i suoi incontri annuali, i seminari di formazione, i
network tra centri studi e associazioni sul territorio, vuole
favorire il confronto a tutti i livelli e valorizzare le diverse ed
enormi potenzialità presenti sul territorio nazionale.
La
sussidiarietà e la
solidarietà, cardini della dottrina sociale della Chiesa, le
opportunità e il rischio insiti alla libera economia di mercato, la
responsabilità personale e il bene comune della nazione non possono
rimanere formule vuote ovvero cancellate dall’orizzonte nazionale e
sostituite dall’idolatria dell’‘io’ o dal relativismo libertino che
appaiono sempre più come i modelli mediante i quali si giudicano e
si tenta di cancellare parti rilevanti della cultura e della realtà
italiana ed europea.
Abbiamo adottato come ideali punti di riferimento il pensiero di
Sturzo, di De Gasperi, di Hayek,
di Giovanni
Paolo II, di Maritain fino a Ratzinger, Novak, Weigel, Royal,
Habermas o Scruton.
Vorremmo rappresentare
un ponte ideale per chiunque sia interessato alla definitiva
conciliazione tra la ricca tradizione cristiana ed il pensiero
liberale che non ha ceduto e non cede al dogmatismo antireligioso.
Siamo certi che la responsabilità di ciascuno di noi, nel volgere
concreto della vita reale, unito all’approfondimento del giudizio
sulla realtà italiana ed
europea, potranno contribuire alla nascita di “Novae Terrae” anche
in Italia
ed in Europa.
“Novae Terrae” è infine un luogo di incontro,
dove tornare alla via maestra, dopo decenni di scorciatoie
culturali, economiche, politiche
e sociali che hanno contribuito ad
aumentare il senso di deresponsabilizzazione dei cittadini, a
confondere il senso autentico del bene e del male, a diseducare
intere generazioni. “Novae Terrae”, luogo dove laici – cristiani e
non – possano ritrovarsi per dare il proprio apporto e condividere
lo stesso impegno: la ricerca e il perseguimento della felicità, per
sé e per gli altri.